In questo articolo vedremo come realizzare un ritratto di volto umano, realizzato dal mio bravo allievo Giovanni. Studieremo la tecnica principale e gli strumenti migliori per ottenere un buon risultato.

In commercio troviamo diversi tipi di pastelli a gessetto, (morbidi e duri, magri e grassi), li troviamo anche con diverse dimensioni e forme (quadrate o tonde) o sotto forma di matita a gessetto, ricoperte dal legno per evitare di sporcarci. Sta a noi decidere quale tipo utilizzare a seconda delle proprie esigenze e del disegno da realizzare.

La caratteristica principale dei gessetti è caratterizzata dalla loro friabilità e morbidezza al tratto. Ogni segno tracciato con il gessetto può rilasciare gradualmente i granelli sul foglio creando un effetto puntinato molto interessante ed espressivo.

I gessetti hanno la particolarità di essere sfumati facilmente, ed è per questo che la tecnica a gessetto è quella che più si avvicina alla pittura rispetto ad altri strumenti da disegno.

Il disegnatore può decidere se lasciare posato sul foglio il colore grezzo e fresco, oppure può decidere se sfumarlo con sfumini, straccio o perfino pennello per creare delle stesure di colore uniformi come in pittura.

 

Per questo disegno del volto abbiamo utilizzato 3 strumenti principali:

  1. la matita grafite
  2. gessetto magro
  3. gessetto grasso

* La marca della “Conté“, tra le migliori marche al mondo dei colori a gessetto.

I vari passaggi tecnici del disegno

1.

La prima fase prevede il normale disegno, meglio se realizzato a matita, per essere più precisi. da notate il foglio utilizzato, è un foglio giallino micro ruvido (da spolvero), utile per dare più espressività al disegno, ma soprattutto per valorizzare e far spiccare le tonalità chiare del gessetto, in particolar modo il bianco.

2.

La fase successiva al disegno è quella di iniziare a utilizzare il gessetto magro (quello che vedete in alto in foto) roteando delicatamente sul foglio con i toni di colore principali del soggetto, in questo caso la tonalità della carnagione rosacea.

Prima di iniziare il disegno, la prima cosa da fare è spezzare il gessetto in 3 parti, in modo da gestire meglio le stesure con le dita.

Da notare il mento e la parte sinistra del volto lavorata senza ancora sfumarla, si possono perfino notare i granuli grezzi tralasciati sulla carta. Il mio allievo Giovanni ha steso il colore, roteando con tutta la parte laterale del gessetto senza premere troppo, in modo da uniformare meglio la tonalità rosea in una zona più vasta.

3.

Arrivati in questa fase, possiamo già incominciare a sfumare in maniera uniforme con uno straccetto di cotone.Osservate la parte sinistra del volto come è stata sfumata e colorata rispetto all’immagine del volto precedente.

Dobbiamo giocare più volte con il colore nella stessa aerea del volto, ossia, applicare il colore base di sottofondo per poi sfumare, nuovamente applicare uno strato di colore successivo, più intenso e sfumare, così via per 2 o masimo 3 volte, altrimenti andando avanti rischiamo di rovinare la carta con i granelli del gessetto.

Da notare i tocchi a macchia violacei e verdi che ho voluto inserire per incoraggiare l’occhio del mio allievo a inquadrare e contrastare meglio tutti i colori del volto.

In questa fase possiamo iniziare a curare i particolari degli occhi, del naso, delle orecchie ecc.

Proseguiamo sfumando piccole zone con il blender, una sorta di sfumino ceroso incolore, utile per uniformare bene un tono di colore o più toni colori vicini.

Qui accanto potete vedere lo strumento blender (ottimo quello della Caran D’Ache) per sfumare; utilizzato laterlamente ci permette di creare stesure uniformi grandi, utilizzato con la punta ci permette di sfumare piccolissime zone del soggetto. 

Evitate di acquistare il blender nella matita di legno, perchè non si potrà utilizzare lateralmente. 

4.

Il passaggio successivo consiste nel colorire tutte le zone, capelli, baffetti, cappello e giacca utilizzando i gessetti magri. 

Mentre per le zone già colorate in precedenza possiamo rinforzare le tonalità con i gessetti grassi, ossia, gessetti più grandi con una più alta concentrazione di pigmentazione.

Per ottenere un risultato migliore, la tecnica del gessetto prevede un lavoro tecnico grasso su magro, prorpio come nella pittura a olio, cioè le prime fasi di stesura del colore, si realizzano con gessetti magri, successivamente se volessimo sovrapporre altri strati di colore sul disegno, dobbiamo necessariamente utilizzare gessetti grassi, altrimenti i gessetti magri potrebbero non aderire sulla stessa superfice magra. 

La differenza tra i gessetti magri e i gessetti grassi, si contraddistingue dal fatto che i primi essendo più piccoli e spigolosi, ci permettono di disegnare delle zone più piccole ed essere più precisi nei dettagli, mentre i gessetti grassi, essendo più grandi e tondi, non ci consentiranno di essere precisi, ma hanno il vantaggio di essere più pastosi, pertanto possiamo sovrapporre più strati di colore uno sopra l’altro mantenendo sempre accesa l’intensità di colore.

5.

L’ultima fase prevede di terminare il disegno definendo tutti i dettagli, come i ciuffi dei capelli, i peli dei baffetti, le rughe del volto, le varie cuciture del cappello, giacca e sciarpa, punti luce sull’occhio, micro sfumature ecc. 

Dobbiamo dedicarci alle rifiniture e dettagli alla fine, perché durante l’esecuzione del disegno la polvere del gessetto svolazza su tutto il soggetto, sporcando le zone già colorate. Dovete ricordarvi di soffiare ogni tanto su tutto il foglio per eliminare tutta la polvere di gessetto che si posa durante la lavorazione.

Inoltre se volete cancellare degli errori, vi consiglio di utilizzare la gomma una sola volta, massimo 2, perchè se cancelliamo più di 2 volte rischiamo di danneggiare la superficie della carta rovinandola con i continui sfregazzi tra gomma e granuli del gessetto.  

Una volta terminato il lavoro, non ci resta che soffiare intensamente con la bocca su tutto il soggetto, per eliminare tutta la polvere di gessetto accumulatasi sul foglio.

L’unico modo per proteggere un disegno a gessetto è quello di metterlo in una cornice sotto un vetro, evitando che si depositi la polvere nel tempo o che l’umidità interferisca sulla carta o sul gessetto, modificandone perfino l’intensità della tonalità. Potremmo spruzzare un protettivo a spray, ma per quanto possa essere efficace, non basterà a proteggere nel tempo il disegno.

 

Che ne pensate… è stato bravo il mio allievo Giovanni?