Il chiaroscuro
Il chiaroscuro è uno strumento fondamentale per dare profondità, volumetria e tridimensionalità a un disegno artistico. Un disegno privo di chiaroscuro apparirà piatto e senza tridimensionalità.
Il chiaroscuro nel disegno può avere vari livelli di gradazione tonale, le diverse gradazioni si possono contrastare a vicenda attraverso un gioco di accostamenti tonali complementari, una zona chiara può apparire ancora più luminosa, se circondata da zone scure, viceversa, una zona scura, può apparire ancora di più se circondata da zone chiare.
Nell’immagine qui sotto possiamo vedere come le diverse tonalità di grigio si contrastano a vicenda, apparendo più luminose o più scure a seconda dell’accostamento complementare abbinato.
Scala tonale di grigi
L’artista all’inizio di ogni opera deve individuare una scala tonale formata da almeno 7 livelli di tonalità chiaroscurale.
In questo modo egli potrà disegnare progressivamente un soggetto con il chiaroscuro, misurando e applicando le 7 gradazioni tonali con più precisione e uniformità, partendo dal tono più chiaro per poi proseguire gradualmente al tono più scuro, stabilendo così una migliore armonia tonale.
Qui sotto possiamo vedere una scala tonale di 7 livelli di grigi in ordine progressivo, dal tono più chiaro al tono più scuro.
Man mano che l’aspirante artista prosegue il suo percorso, sarà sempre più capace di differenziare e individuare un numero maggiore di gradienti tonali.
Con l’allenamento e l’esercizio costante l’artista può arrivare a realizzare chiaroscuri molto sfumati e senza soluzione di continuità, talmente graduali che non si noterà neanche la differenza di intervallo tra un tono e l’atro, come si può vedere nell’immagine qui sotto.
Vediamo un esempio di un disegno molto accurato nei dettagli chiaoscurali di una mia allieva. Notate quante gradazioni tonali chiaroscurali sono state applicate, le gradazioni tonali sono talmente uniformi che si fondono fra loro senza intervalli visibili e distinguibili.
Ad un certo punto, l’occhio dell’artista, si abitua talmente tanto a osservare, riconoscere e applicare le diverse stesure di chiaroscuro, che non farà neanche più caso alla distinzione tra un livello e l’altro di tonalità.
Ingrandisci le immagini qui sotto per capire meglio di cosa sto parlando, e osserva come sono state applicate le gradazioni tonali, l’effetto del chiaroscuro è molto omogeneo e armonico, le tonalità si fondono tra loro come se fossero più correnti di acqua che si amalgamano.
Vediamo alcuni esempi nelle immagini di alcuni disegni di tre miei allievi.
Vi invito a ingrandire il disegno della foto a sinistra, notate come l’allieva è riuscita a calibrare i punti luce, accostandoli equilibratamente con le zone scure, creando un contrasto potente e intenso.
Tutti i punti luce del volto sono stati realizzati con gessetto bianco, su carta giallastra per amplificarne ancora di più l’effetto luminoso. Osservate come i punti luce nell’occhio esplodono in contrasto con la pupilla nera.
Nella figura centrale possiamo notare come l’allievo ha evidenziato le zone in luce con il gessetto bianco, piuttosto che quelle in ombra con la matita grafite. Possiamo notare l’eleganza del disegno e la vibrazione tonale tra un’intensa luminosità e un’intensa ombra. Le due gradazioni complementari si compensano a vicenda, evocando perfino uno stato d’animo nel soggetto ritratto.
Nel disegno di destra, possiamo notare come l’allievo ha realizzato le zone in luce, con della tempera bianca su carta. In questo caso le zone in luce prevalgono, e rendono relative le tonalità delle zone scure. L’effetto finale è davvero interessante ed espressivo.
Intensità tonale
Il tono, é una proprietà del colore, che stabilisce il grado di luminosità o di oscurità di un colore. Se dobbiamo riferirci a un chiaroscuro acromatico (bianco e nero), il bianco ad esempio è il livello più chiaro della scala tonale, e il nero è il livello più scuro della scala tonale.
In precedenza abbiamo capito come intensificare o diminuire il livello di luminosità o di ombra delle tonalità, semplicemente accostando uno o più gradazioni tonali, attraverso un gioco equilibrato di contrasti.
Nella pratica, per gestire i livelli chiaroscurali in un disegno, possiamo intervenire direttamente utilizzando diverse tipologie di matite.
Esistono diversi tipi di matite, a seconda delle caratteristiche di durezza o morbidezza. Le matite da disegno si differenziano nelle categorie “B“(Blackness: mina morbida) e “H” (Hardness: mina di durezza elevata).
Le “H” sono usate più per il disegno tecnico, sono molto leggere nel tratto, perché sono dure.
Le “B”, usate prevalentemente nel disegno artistico, sono numerate da 1 a 9, dal più chiaro al più scuro, in base al grado di morbidezza della matita; più la matita è morbida, più lascia un segno scuro.
L’immagine qui sotto ci fa capire come si differenziano le gradazioni a seconda della numerazione della matita.
Nel contrasto tonale, oltre la scelta della matita, per gestire l’intensità di un tono è fondamentale saper controllare e gestire la pressione della mina: più pressiamo la mina sul foglio, più scuro sarà il tratteggio, più leggeri saremo, più chiaro apparirà il segno grafico.
Ad esempio, se utilizziamo una sola matita come la 3B, premendo di più possiamo raggiungere anche la gradazione tonale della 9B.
Contrasti, tipologia di matita e pressione della mina sono i fattori principali per gestire il chiaroscuro nel disegno.
In fine, un ulteriore fattore che determina l’intensità del chiaroscuro è la sovrapposizione tonale, ossia, la sovrapposizione di diversi strati di grafite in modo che, le particelle della grafite si sovrapporranno progressivamente, in questo modo si otterrà un tratteggio vibrante che darà maggiore tridimensionalità.
Vedi l’esempio nella foto qui in basso, osserva il disegno della mia allieva, a sinistra, nella fase iniziale, si possono notare i primi tratteggi realizzati con un tocco di matita leggero e coerente. A destra, si possono notare le progressive sovrapposizioni tonali.
La prima fase, (vedi immagine a sinistra), prevede, una stesura di grafite leggera con ad esempio, una 2B, il passaggio successivo consiste nel sovrapporre una o più stesure di grafite sopra al tratteggio precedente (vedi immagine a destra), con una 7B o 9B, in modo da ottenere strati di grafite uniformi e tratteggiate, amplificandone l’intensità tonale.
Tipologie di chiaroscuro:
- Accostamento e contrasto
- Tipologia di matita
- Pressione della mina
- Sovrapposizioni tonali
A prescindere da queste e 4 modalità di chiaroscuro, possiamo intervenire anche con lo sfumino o con la gomma pane, per caricare e scaricare la grafite in eccesso, per sottrarre colore tonale per evidenziare le zone in luce.
- Sfumino
- Gomma
Nell’immagine qui sotto puoi vedere un esempio di un mio vecchio disegno, la gomma diventa come un gessetto bianco (le zone in luce del lato destro del volto, è stato realizzato con la gomma pane, tamponando la grafite più volte), sottraendo grafite dal volto, crea un effetto luce molto interessante e potente. Un conto è lasciare spazi bianchi da prima, un conto è sottrarre grafite per creare effetti luce più interessanti e contrastanti.
L’altra modalità per ottenere un chiaroscuro uniforme privo di tratteggi visibili, è l’utilizzo dello sfumino.
Vedi gli esempi qui giù, dei due disegni di due miei allievi. Ogni artista sceglie di realizzare un chiaroscuro secondo il proprio gusto personale.
Come avrai compreso, puoi ottenere un buon chiaroscuro in diversi modi e con differenti tecniche, a seconda del risultato finale che vuoi ottenere.
Osserva i particolari da vicino dei due volti, si notano le guance sfumate con lo sfumino, le tracce del tratteggio sono sparite.
Luce e ombra nel chiaroscuro
Per realizzare un disegno con la tecnica del chiaroscuro, l’artista deve conoscere i principi teorici della luce e dell’ombra, ovvero, come la luce agisce su uno o più oggetti.
Su queste basi, si potranno raggiungere, nel disegno, livelli di tridimensionalità e realismo grafico molto più elevati.
Nell’interazione tra luce e materia, sono fondamentali, alcuni punti strutturali;
- Lustro (Punto luce)
- Massima luce (la zona più luminosa)
- Mezzo tono (il mezzo tono generale)
- Terminatore (il confine tra luce e ombra)
- Massimo scuro (la zona più scura)
- Nucleo (l’aerea più scura in assoluto)
- Occlusione (l’ombra che separa l’oggetto e il piano d’appoggio)
- Penombra (il raggio d’azione che compie l’ombra)
- Ombra propria (l’ombra sull’oggetto)
- Ombra portata (ombra fuori dall’oggetto)
- Riflesso luce (la luce che rimbalza sulla superficie)
Nella sfera dell’immagine qui sotto, osserva prima di tutto:
- Zona in luce
- Ombra propria
- Ombra portata
Nella zona in luce possiamo osservare per prima cosa, il punto luce (lustro), è il punto più luminoso e indica la direzione della fonte di luce, se la fonte di luce è unica, avremo un punto luce, se invece le fonti di luce sono due o più, avremo due o più punti luce. Ogni volta che un artista osserva un oggetto, deve, per prima cosa, individuare il punto luce.
Nel caso della nostra sfera, la direzione della fonte di luce si trova verso sinistra, può sembrare una valutazione scontata, ma non lo è affatto.
Se la direzione della luce proviene da sinistra, di conseguenza tutte le zone in ombra, saranno proiettate progressivamente al lato opposto, e quindi nel caso della nostra sfera, verso destra.
Il lustro irradia la sua luminosità nella zona di massima luce, che è circondata dalla zona di mezzo tono.
Nella zona di ombra propria, possiamo osservare il nucleo, ossia, il punto più buio, che è circondato dalla zona di massima oscurità, la quale è a sua volta delimitata dal terminatore, ossia, dalla linea di confine tra luce e ombra.
Aldilà dell’ombra propria, ritroviamo un’altra area luminosa, ovvero, il riflesso luce, ossia il riflesso di quella luce che raggiunge il piano su cui è posto l’oggetto e rimbalza su di esso.
La zona di ombra portata, corrisponde all’area dell’oggetto proiettata sul piano; in essa possiamo per prima cosa osservare il punto di occlusione, ossia, il punto di contatto tra l’oggetto e il piano, in cui si raggiunge il massimo grado di oscurità, tale oscurità si degrada nella penombra, in cui l’ombra sfuma verso la luce.
Il terminatore
Prendiamo in esame il punto strutturale più importante nell’interazione tra luce e materia, è il terminatore, ossia, la linea di confine, tra la zona illuminata e la zona in ombra dell’oggetto.
Il terminatore potrà essere, visibile in modo netto, se la fonte di luce è diretta, mentre, risulterà più sfumato, se la fonte di luce è diffusa.
La funzione fondamentale del terminatore è quella di definire la volumetria, ossia, la sua struttura e profondità.
Andiamo a vedere come ho applicato la teoria della luce in un mio disegno e in un mio dipinto qui in basso.
Adesso che avete compreso come agisce e interagisce la luce sulla materia, provate a sviluppare anche voi il vostro disegno o dipinto in chairoscuro sulla base dei principi strutturali che vi ho illustrato: l’effetto sarà molto più realistico e interessante.
Nell’immagine qui in basso, potrai vedere e studiare tutti i termini e le collocazioni di tutti i punti caratteristici della luce e dell’ombra.
Ciao,sono una ricamatrice e vorrei applicare tecnica chiaroscuro sui miei ricami .
Non so sviluppare volti umani con ombre ,posso stamparli ma.poi devo ricavare solo lineamenti a cui aggiungere le ombre.. cosa mi consigli di seguire,un corso o il tuo libro?grazie
Ciao Imma, bella passione. Sicuramente seguire delle video lezioni ti consentirà di apprendere meglio le tecniche del chiaroscuro, nel mio video corso online
spiego diverse tecniche di chiaroscuro, per volto o per altro, con spiegazioni molto dettagliate, semplici e precise. Anche se non usi la matita nel ricamo, la teoria del chiaroscuro può sempre servire
che si faccia ricamo, tatuaggi, fumetti o pittura, è sempre importante la conoscenza pratica e teorica base e avanzata. Se invece vuoi risparmiare ti consiglierei il mio primo libro “Imparare a disegnare”
dove parlo molto in dettaglio della teoria dell’ombra e quindi del chiaroscuro. E’importante conoscere la “mappa della luce” come si muove attorno agli oggetti, imparare i termini per definire e
avere un’idea ben precisa di come applicarla al disegno o a qualsiasi altra disciplina artistica. Grazie per l’interesse, per qualiasi altra domanda non esitare a contattarmi, un caro saluto, Alfredo.